Autismo in età Adulta: Percorso Diagnostico in 4 incontri

 
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Valutazione clinica specialistica per adulti, con strumenti validati e approccio multidimensionale.

Diagnosi di Autismo in età adulta a Pomigliano (Napoli)

Un percorso specialistico per comprendere con maggiore chiarezza se alcune caratteristiche sociali, comunicative e sensoriali possano rientrare in un profilo dello spettro autistico nell’età adulta.

Psichiatri esperti, protocolli internazionali e tecnologie all'avanguardia

Il paziente è guidato da psichiatri esperti nel neurosviluppo dell'adulto, formati presso il team del Prof. Felice Iasevoli dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il percorso integra valutazione clinica, strumenti diagnostici validati a livello internazionale e tecnologia immersiva 3D Nesplora, per costruire un inquadramento accurato e differenziale.

Dal Dubbio alla chiarezza in 4 incontri

FASE 1. PRIMA VISITA PSICHIATRICA DI ORIENTAMENTO

Primo colloquio clinico per capire se le caratteristiche riportate siano compatibili con un possibile quadro di autismo nell’età adulta oppure richiedano una diversa lettura.

Durante la visita vengono esplorati:

✔ storia personale e relazionale

✔ modalità di comunicazione e interazione

✔ eventuali difficoltà sensoriali o di adattamento

La prima visita non coincide con una diagnosi: serve a capire se ci sono indicazioni reali per proseguire con l’approfondimento.

Durata indicativa: 30–45 minuti
Modalità: in presenza o in telemedicina
Costo: 130,00€

FASE 2. VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA STRUTTURATA

Questa fase si svolge solo se la prima visita lo indica. Integra colloqui clinici e strumenti standardizzati riconosciuti a livello internazionale, selezionati in base al profilo della persona.

Include:

✔ ADOS-2, utile per osservare comunicazione, interazione sociale e alcuni aspetti comportamentali

✔ Vineland Adaptive Behavior Scales, per approfondire autonomia, comunicazione, competenze sociali e funzionamento quotidiano

Quando utile, può essere coinvolto anche un familiare o caregiver.

Durata: circa 60 minuti
Modalità: in presenza
Costo: 200,00€

FASE 3. APPROFONDIMENTO COGNITIVO

Questa fase integra strumenti clinici avanzati e tecnologia immersiva per un’analisi più approfondita del funzionamento cognitivo e sociale.

Attraverso il visore 3D Nesplora® è possibile osservare:

✔ attenzione

✔ funzioni esecutive

✔ flessibilità cognitiva

✔ risposta a stimoli sociali complessi

Quando indicato, il percorso può includere anche TASIT, utile per approfondire cognizione sociale, lettura delle intenzioni e riconoscimento delle emozioni.

Durata: circa 90 minuti
Modalità: in presenza
Costo: 200,00€

FASE 4. RESTITUZIONE FINALE

Durante questo incontro lo specialista consegna e spiega la relazione clinica, comunica l'esito della valutazione e chiarisce il significato del profilo emerso.

Vengono inoltre definiti eventuali percorsi di supporto o trattamento, in base alle caratteristiche individuali.

È un momento di chiarimento e orientamento, in cui puoi fare tutte le domande.

Durata: circa 25-30 minuti
Modalità: in presenza o in telemedicina
Costo: Gratuito

Hai il dubbio che possa trattarsi di autismo nell'età adulta?

Il primo passo è prenotare la prima valutazione psichiatrica di orientamento. Il percorso diagnostico non serve a "mettere un'etichetta", ma a comprendere meglio il proprio funzionamento relazionale, comunicativo e adattivo.

In alcuni casi emergono caratteristiche compatibili con lo spettro autistico; in altri, la valutazione aiuta a orientare il quadro verso letture differenti e i passi successivi più utili.

FAQ Diagnosi Autismo in età Adulta

(Domande frequenti sul percorso diagnostico Autismo adulto)

Molte persone arrivano con dubbi o timori. Il percorso non serve a "definire una persona", ma a comprendere meglio il suo funzionamento cognitivo e relazionale. In alcuni casi emergono caratteristiche compatibili con lo spettro autistico; in altri, le difficoltà hanno origini diverse. In entrambi i casi, la valutazione aiuta a orientare i passi successivi.

Non è necessario. Se hai già referti, diagnosi precedenti o documentazione clinica, puoi portarli per facilitare la valutazione.

No. Possono essere un primo spunto, ma non permettono una diagnosi. La valutazione nell'adulto richiede un inquadramento clinico strutturato: colloqui specialistici, storia evolutiva, osservazione clinica e strumenti standardizzati. Presso il Centro Morra il percorso integra strumenti riconosciuti a livello internazionale con un'analisi mirata del profilo cognitivo e funzionale.

Succede spesso. Alcune difficoltà vengono interpretate come tratti caratteriali, ma una valutazione serve proprio a distinguere ciò che appartiene al temperamento da ciò che può rientrare in un quadro clinico specifico.

Sì. Alcune persone funzionano bene in molti contesti, ma con un costo interno elevato: fatica adattiva, sovraccarico sociale o strategie di compensazione molto impegnative.

È uno dei motivi principali per cui serve una valutazione specialistica. Alcuni aspetti possono sovrapporsi: il percorso serve a chiarire la diagnosi differenziale e a individuare eventuali condizioni associate.

Sì. Il contributo di un caregiver è richiesto per valutare in modo completo la presenza di sintomi in età infantile ed è quindi importante per formulare una diagnosi accurata. La sua assenza, comunque, non impedisce l'accesso al percorso.

Una diagnosi aiuta a comprendere meglio il proprio funzionamento e a rileggere alcune difficoltà in modo più accurato. Può anche orientare i passi successivi sul piano clinico, psicologico, relazionale o lavorativo.

In alcuni casi sì. ADHD, ansia e difficoltà sociali possono intrecciarsi e rendere meno immediata la lettura del quadro clinico. La valutazione serve proprio a chiarire cosa appartiene davvero al proprio profilo.

Non sempre. Quando possibile può essere utile raccogliere anche il punto di vista di un familiare, ma la valutazione viene sempre adattata alla situazione concreta della persona.

La valutazione resta comunque utile. L'obiettivo non è confermare un'ipotesi, ma comprendere meglio il quadro clinico e orientare eventuali altre difficoltà, come ADHD, disturbi d'ansia o aspetti dell'umore.

Sì. In molti casi il percorso serve prima di tutto a comprendere meglio il proprio modo di funzionare e orientarsi in modo più consapevole, anche quando non emerge uno spettro autistico.

Perché alcune caratteristiche possono essere compensate nel tempo o interpretate in altro modo. Una valutazione specialistica permette di comprendere meglio il proprio funzionamento cognitivo, relazionale e adattivo, e di individuare strategie più efficaci nella vita quotidiana.